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Poster The Cure: da Disintegration a Songs of a Lost World

Stampe poster di qualità da museo del catalogo maturo dei The Cure, dal dolore cavernoso di Disintegration all'attesissimo ritorno di Songs of a Lost World.

4,8· 8521 recensioni
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I poster The Cure sono stampe artistiche indipendenti ispirate alla band, non prodotti ufficiali. Realizzati su carta opaca da 200gsm di qualità museale, sono disponibili in formati da A4 ad A1, con o senza cornice. Perfetti per creare una parete espositiva dedicata alla musica alternativa.

Formazione
Crawley, England, 1978
Frontman
Robert Smith, cantante e cantautore
Disintegration
Album in studio pubblicato nel 1989
Canzoni celebri
Just Like Heaven, Friday I'm in Love, Lovesong
Hall of Fame
Inserita nella Rock and Roll Hall of Fame 2019
Carta
Opaca da 200gsm di qualità museale
Formati
Da A4 ad A1
Cornici
Nera, bianco cromato o senza cornice
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I The Cure si formarono a Crawley, nel West Sussex, e tennero il loro primo concerto sotto quel nome al pub The Rocket il 9 luglio 1978. Robert Smith è stato l'unica costante in ogni formazione da allora, eyeliner nero, rossetto rosso e una corona di capelli nero corvino sempre al loro posto. Questa collezione è onesta sulla sua portata: raccoglie il catalogo più tardo della band, dal capolavoro del 1989 in avanti, anziché i primi dischi post punk. Se sei venuto in cerca di Pornography o Three Imaginary Boys, qui non ci sono ancora. Ciò che c'è è la sequenza di album in cui i The Cure sono cresciuti fino agli stadi, fino al lutto e fino al loro strano secondo atto.

Il capolavoro della maturità (dal 1989 al 1992)

Disintegration è il punto in cui questa collezione comincia, e dove molti fan dicono che la band raggiunse l'apice. Registrato a Hookend tra la fine del 1988 e l'inizio del 1989, mentre Smith si avvicinava ai 30 anni e rifuggiva la fama pop del gruppo, è un disco lento, cavernoso e struggente, costruito attorno a Lovesong, che Smith scrisse come regalo di nozze per sua moglie Mary e che salì al numero 2 della Billboard Hot 100. Tre anni dopo Wish rispose alla cupezza con la luminosità impossibile di Friday I'm in Love, ancora l'ultimo successo americano della band nella Top 40. Entrambe le copertine ripagano se viste in grande.

Gli anni nel deserto (dal 1996 al 2000)

Wild Mood Swings è quello controverso, un disco irrequieto e trasversale ai generi del 1996 che oscillava dagli ottoni mariachi alla malinconia e vendette meno di qualsiasi album dei Cure in oltre un decennio. I fan che lo amano lo amano ferocemente. Bloodflowers seguì nel 2000 e chiuse il cerchio: Smith lo presentò come il capitolo finale di una trilogia con Pornography e Disintegration, e valse alla band la loro prima candidatura ai Grammy. Su una parete questi due creano un contrasto sorprendente, uno luminoso e disperso, l'altro profondo e autunnale.

La svolta pesante e il lungo silenzio (dal 2004 al 2008)

The Cure, l'album omonimo del 2004, è l'anomalia, co-prodotto da Ross Robinson, noto per il lavoro con Korn e Slipknot, che spinse la band verso qualcosa di più grezzo e pesante di qualsiasi cosa prima. 4:13 Dream arrivò nel 2008 con i suoi quattro singoli pubblicati il 13 di mesi consecutivi, poi la band tacque. Sarebbe stato il loro ultimo album di materiale inedito per 16 anni.

Il ritorno (2024)

Songs of a Lost World ha rotto quel silenzio nel novembre 2024, la prima musica inedita della band in 16 anni e una meditazione sulla perdita, scritta dopo che Smith perse la madre, il padre e il fratello maggiore. Il suo brano d'apertura Alone corre per tre minuti e ventuno secondi prima che venga cantata una sola parola. La critica lo definì il ritorno che nessuno si aspettava e che tutti volevano. Come poster è quieto, vasto e inconfondibilmente The Cure.

Formati, cornici e carta

Ogni poster di questa collezione si stampa su carta di qualità da museo ad alta grammatura con una finitura opaca che regge i neri profondi e l'artwork saturo dei Cure senza riflessi. Scegli dall'A4 per una mensola o una scrivania fino all'A1 per una parete d'effetto, con A3 e A2 comodamente nel mezzo. Ogni formato è offerto con cornice, in una modanatura sottile in stile galleria pronta da appendere, o senza cornice se possiedi le tue cornici o vuoi un montaggio flottante. I colori sono stampati per corrispondere all'artwork originale della copertina il più fedelmente possibile con gli inchiostri moderni.

Creare una parete espositiva

Queste copertine sono nate per stare insieme. Una fila di tre di Disintegration, Wish e Songs of a Lost World traccia l'intero arco della band in un colpo d'occhio, dalla nebbia del 1989 al ritorno del 2024. Mescola pilastri in A2 con satelliti più piccoli in A3 per dare profondità, mantieni un colore di cornice costante così che l'occhio legga il gruppo come un unico pezzo, e lascia respirare le copertine più scure con un po' di spazio libero attorno. Inizia con due o tre che ami e aggiungine altre nel tempo. Abbina i The Cure a spiriti affini dell'epoca per un angolo post punk completo.

The Cure in Italia

The Cure hanno una lunga storia di concerti in Italia, con esibizioni documentate che risalgono al 1987. La band britannica ha suonato in diverse città italiane nel corso degli anni, da Roma a Torino, da Bari a Firenze. Nel 2022 hanno tenuto tre concerti in Italia, toccando Casalecchio di Reno, Assago e Padova. Il 14 giugno 2026 sono attesi al Visarno Arena di Firenze nell'ambito del festival Firenze Rocks, confermando il legame duraturo tra la band e il pubblico italiano.

the cure Songs Of A Lost World poster poster

I The Cure non si sono mai adattati a nessuna etichetta, e nemmeno questa collezione lo fa. Si concentra volutamente sul catalogo maturo e recente della band, i dischi in cui Robert Smith ha trasformato popolarità, dolore e resistenza in alcune delle musiche più durature degli ultimi quattro decenni. Disintegration rimane il punto di riferimento, ma Wish, Bloodflowers e il tanto atteso Songs of a Lost World si guadagnano tutti un posto su una parete.\n\nOgni stampa è realizzata secondo gli standard da galleria, su carta opaca ad alta grammatura, in formati che vanno da A4 a A1, con o senza cornice. La finitura opaca è scelta appositamente, per trattenere i neri profondi e i toni saturi su cui sono costruite queste copertine, senza il riflesso del lucido. Che tu voglia un unico pezzo d'impatto di Disintegration sopra il giradischi o un'intera parete galleria post-punk che ripercorre la band dal 1989 al 2024, l'opera d'arte è fedele alle copertine originali e fatta per durare. Inizia con l'album che significa di più per te, poi lascia che la collezione cresca proprio come la storia della band, un capitolo alla volta. Comunque tu la appenda, sarà inconfondibilmente The Cure.

Da sapere su The Cure

  • I The Cure tennero il loro primo concerto sotto quel nome al The Rocket, un pub vicino alla stazione di Crawley, il 9 luglio 1978, dopo essersi ribattezzati da Easy Cure.
  • Robert Smith scrisse Lovesong, il brano di spicco di Disintegration, come regalo di nozze per la fidanzata Mary Poole; arrivò poi al numero 2 della Billboard Hot 100.
  • Friday I'm in Love, da Wish, suona per caso un quarto di tono più alta di come fu registrata, perché Smith dimenticò di disattivare la funzione vari speed del registratore a nastro prima del mix finale.
  • Smith presentò Bloodflowers come il capitolo conclusivo di una trilogia insieme a Pornography e Disintegration, e l'album valse ai The Cure la loro primissima candidatura ai Grammy.
  • L'album omonimo del 2004 fu co-prodotto da Ross Robinson, noto soprattutto per il lavoro con Korn e Slipknot, che spinse la band verso un suono più pesante e grezzo.
  • Tutti e quattro i singoli di 4:13 Dream furono pubblicati il 13 di mesi consecutivi nel 2008, da The Only One a maggio a The Perfect Boy ad agosto.
  • I The Cure furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2019, con Trent Reznor dei Nine Inch Nails a tenere il discorso d'ingresso e cinque ex membri a raggiungere Smith sul palco.
  • Alone, il brano d'apertura di Songs of a Lost World, corre per tre minuti e ventuno secondi di strumentale prima che Smith canti; lo costruì attorno all'immaginario della poesia Dregs di Ernest Dowson.
  • Il 14 giugno 2026 The Cure si esibiranno al Visarno Arena di Firenze, situato in Viale del Visarno 14, 50144 Firenze, come parte della rassegna Firenze Rocks. L'Ippodromo del Visarno ospiterà quindi uno dei concerti più attesi dell'anno per i fan italiani della band.
  • Nel novembre 2022 The Cure hanno tenuto una mini tournée italiana con tre date: il 31 ottobre all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno, il 4 novembre al Mediolanum Forum di Assago e l'11 novembre alla Kioene Arena di Padova. Questi concerti hanno permesso ai fan del nord Italia di vedere la band in tre diverse location nell'arco di poche settimane.
  • La storia dei concerti di The Cure in Italia include tappe storiche come quella del 27 novembre 1987 al PalaEUR di Roma, il 2 giugno 1989 allo Stadio della Vittoria di Bari e il 26 ottobre 1992 al PalaRuffini di Torino. Queste date testimoniano la presenza costante della band nel panorama musicale italiano dagli anni Ottanta in poi.

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