Pochi gruppi pop si trasformano in arte da parete con la stessa naturalezza degli ABBA. Nati a Stoccolma nel 1972 e battezzati con le iniziali di Agnetha, Björn, Benny e Anni-Frid, il quartetto svedese ha costruito un linguaggio visivo fatto di glitter, riflettori, costumi coordinati e un design grafico scandinavo pulito che si riconosce all'istante, proprio come le loro melodie. Con oltre 380 milioni di dischi venduti, secondo la loro etichetta Polar Music, una copertina ABBA appesa al muro funziona sia come omaggio musicale sia come pezzo audace di design retro. Il risultato è una serie di copertine fotogeniche quanto la band stessa. Questa collezione raccoglie gli album che hanno definito il pop, da Brighton alla ABBA Arena, pronti per la stampa in qualità da galleria.
La storia comincia con la svolta dell'Eurovision. Il poster Waterloo racconta il momento in cui tutto è cambiato: il 6 aprile 1974 il gruppo vince l'Eurovision Song Contest al The Dome di Brighton, in Inghilterra, regalando alla Svezia la sua prima vittoria nel concorso e lanciando una carriera mondiale. Il brano è stato poi votato come il miglior classificato nei cinquant'anni di storia dell'Eurovision, durante le celebrazioni per l'anniversario del 2005, e una stampa Waterloo porta con sé tutto il glamour di raso e stivali con la platform di quel palco. L'album successivo, l'omonimo ABBA del 1975, trasforma quello slancio in hit, con 'SOS' e 'Mamma Mia', dimostrando che il gruppo non era un fenomeno di una sola canzone. Entrambe le copertine racchiudono l'energia brillante e ottimista dei primi anni di fama della band.
Poi arriva il periodo d'oro. Arrival è probabilmente la copertina più iconica di tutte: i quattro membri seduti in un elicottero Bell 47G dalla cabina a bolla, un segnale voluto per dire che gli ABBA erano arrivati ai vertici. L'album regala al mondo 'Dancing Queen' e 'Money, Money, Money', si classifica come l'album più venduto del 1977 nel Regno Unito e nel 2024 viene inserito nel National Recording Registry degli Stati Uniti. Arrival segna anche il debutto del celebre logo con la B rovesciata, nato quando Benny tenne per gioco un cartello con le lettere al contrario durante un servizio fotografico per una rivista, e al grafico piacque il risultato. The Album arriva nel 1977 e ospita 'Take a Chance on Me', 'The Name of the Game' e tre brani tratti dal mini-musical teatrale 'The Girl with the Golden Hair', tra cui 'Thank You for the Music'. Voulez-Vous, del 1979, spinge il gruppo verso la pista da ballo con 'Chiquitita' e 'Does Your Mother Know', registrato mentre Agnetha e Björn si stavano separando, un vissuto che dà a questo periodo una vena emotiva molto reale. Insieme, questi quattro album rappresentano gli ABBA al loro apice commerciale e creativo.
Il momento più alto di questo periodo è Super Trouper. La copertina con il riflettore luminoso doveva essere girata a Piccadilly Circus, a Londra, ma un regolamento locale contro artisti di strada e animali nel centro spostò le riprese agli Europa Film Studios di Stoccolma, dove due compagnie circensi e una folla di amici degli ABBA si radunarono sotto il fascio di luce. Un poster di Super Trouper porta quel bagliore caldo e teatrale in qualsiasi stanza e si abbina naturalmente alla title track e a 'The Winner Takes It All'. L'immagine, tutta colore e riflettori, resta una delle fotografie di copertina più riconoscibili della storia del pop.
L'ultima fase e la reunion chiudono la storia su un tono più riflessivo. The Visitors, uscito il 30 novembre 1981, è l'ottavo e ultimo album in studio del periodo classico, un disco più cupo e maturo che si è guadagnato anche un posto nella storia della tecnologia: è uno dei primissimi album stampati su compact disc, presso lo stabilimento Philips e PolyGram di Langenhagen, in Germania, nel 1982. La sua copertina fredda e pittorica è perfetta per chi ama il lato più adulto degli ABBA. Quattro decenni dopo arriva Voyage, uscito il 5 novembre 2021, il primo album di materiale inedito del gruppo in quarant'anni, trainato da 'I Still Have Faith in You' e 'Don't Shut Me Down'. Voyage dà anche il nome al rivoluzionario concerto londinese in cui gli ABBAtar digitali, creati da Industrial Light and Magic a partire da sessioni di motion capture del 2020, si esibiscono con l'aspetto della band nel 1979.
Ogni grafica della collezione viene stampata su richiesta, così colori e dettagli restano fedeli all'originale, che tu voglia i toni al neon di Super Trouper o la grafica nitida di Waterloo. Scegli il formato A4 per una scrivania o una mensola, A3 per un punto focale, A2 per fare un'affermazione sopra il divano, oppure A1 per riempire un'intera parete, e aggiungi una cornice nera o bianca per rifinire il pezzo con eleganza. Le stampe stanno bene tanto in salotto quanto in uno studio casalingo o nel corridoio di un appassionato di musica.
Per una parete a galleria, prova ad appendere le copertine in ordine di uscita, da Waterloo fino a Voyage, così l'occhio ripercorre l'intero viaggio degli ABBA in un solo sguardo; mantieni uno spazio uniforme di 5-7 cm tra ogni cornice per una griglia ordinata e professionale. Mescolare le dimensioni all'interno della griglia, con un Arrival più grande al centro e copertine più piccole intorno, aggiunge profondità senza rompere il tema retro che tiene insieme l'intera parete.