Pochi artisti hanno fuso suono e immagine in modo così totale come Prince Rogers Nelson. Nato a Minneapolis il 7 giugno 1958, scriveva, produceva e suonava quasi ogni strumento sui suoi dischi, arrivando a suonare tutti e 27 gli strumenti del suo esordio del 1978, For You. Quel controllo totale si estendeva anche alle copertine dei suoi album, ed è proprio per questo che un poster di Prince sta così bene su una parete: ogni copertina è un autoritratto di un genio capace di reinventarsi continuamente. Questa collezione raccoglie le sue copertine più iconiche, dal funk new wave grezzo del 1980 al pop soul patinato dei primi anni Novanta, e ognuna porta il segno di un artista che curava personalmente ogni dettaglio.
La svolta arriva con Dirty Mind, il disco del 1980 che abbandona l'R&B educato per un rock essenziale e sessualmente esplicito, con un look androgino che scioccava e affascinava allo stesso tempo. La copertina, tutta trench coat e sguardo di sfida, annunciava un artista pronto a riscrivere per il decennio successivo le regole dell'immagine pop. Due anni dopo arriva 1999, il monumentale doppio album del 1982 la cui title track dance funk apocalittica e 'Little Red Corvette' lo avvicinano al grande pubblico regalandogli i primi veri successi crossover. La scritta al neon della copertina di 1999 resta una delle immagini più riconoscibili del suo intero catalogo. Appendi Dirty Mind e 1999 fianco a fianco e vedrai un artista capire, in tempo reale, come diventare immenso.
Poi arriva l'apice. Purple Rain, la colonna sonora del 1984 del suo stesso film, è l'album che rende Prince una superstar mondiale. Resta 24 settimane consecutive al numero uno della Billboard 200, vende oltre 13 milioni di copie negli Stati Uniti e vince due Grammy Award più un premio Oscar per la migliore colonna sonora originale. Il singolo apripista 'When Doves Cry' arriva al numero uno della Hot 100 senza alcuna linea di basso, una scelta che Prince fece togliendo il basso dal missaggio finale. Un poster di Purple Rain è il pezzo forte di qualsiasi stanza dedicata alla musica, tra fumo, moto e luce viola, ed è la stampa che i fan scelgono per prima.
Prince non si ripeteva mai. Around the World in a Day, uscito nel 1985, vira verso il pop psichedelico e i colori paisley proprio mentre il mondo chiedeva un altro Purple Rain. Lo segue Parade nel 1986, colonna sonora del film Under the Cherry Moon, il cui singolo minimale 'Kiss' arriva al numero uno mentre 'Manic Monday', scritta per le Bangles, si ferma al numero due. Queste due copertine anni Ottanta, Around the World in a Day e Parade, portano calore e leggerezza su una parete da galleria.
Gli ultimi anni Ottanta custodiscono il suo lavoro più celebrato. Sign o' the Times, il doppio album del 1987, è considerato da molti il suo capolavoro: primo nel sondaggio della critica Pazz & Jop e candidato al Grammy come Album dell'Anno. Fu il suo primo disco da solista dopo lo scioglimento dei Revolution, nato dai resti di progetti abbandonati chiamati Dream Factory, Camille e Crystal Ball. Un anno dopo pubblica Lovesexy, l'album del 1988 registrato in circa sette settimane nei nuovi Paisley Park Studios, dopo aver accantonato all'ultimo momento il famigerato Black Album. La copertina luminosa e floreale segna un netto cambio di rotta rispetto al disco oscuro che sostituiva, e resta una delle sue immagini più forti.
Negli anni Novanta Prince si reinventa ancora con una nuova band, le New Power Generation, in Diamonds and Pearls. L'album del 1991 regala 'Cream', il suo quinto e ultimo singolo numero uno nella Hot 100, e dimostra che sapeva vestire di glamour il nuovo decennio a modo suo, mentre la title track sale fino al numero tre. Una stampa di Diamonds and Pearls chiude la collezione con tutto lo splendore dei primi anni Novanta.
Ogni poster qui è stampato su carta da museo in quattro formati, A4, A3, A2 e A1, così puoi inserire una singola copertina in una nicchia della libreria oppure ingrandire Purple Rain fino a farla diventare protagonista, e ognuno è disponibile senza cornice o con cornice nera o bianca cromata. Per una parete da galleria, fissa prima le tue copertine simbolo: allinea Dirty Mind, Purple Rain e Sign o' the Times sulla linea centrale in formato A2, poi riempi sopra e sotto con stampe A3 più piccole, così l'occhio percorre il decennio da sinistra a destra.
Prince entra nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2004, al primo anno di eleggibilità, e resta instancabilmente creativo fino alla morte a Paisley Park il 21 aprile 2016, a 57 anni. Ciò che resta, oltre ai successi in classifica e ai dischi di platino, è l'immaginario: il viola, il simbolo, la reinvenzione senza paura. Questi poster fanno vivere quella storia sulla tua parete, una copertina leggendaria alla volta.