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Poster Black Sabbath: da Black Sabbath a The End: Live

Il quartetto di Birmingham che inventò l'heavy metal, dal debutto del 1970 e Paranoid fino all'addio di 13.

4,8· 8521 recensioni
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Design e visione : Black Sabbath

12 signature designs in this collection

I poster Black Sabbath sono tirage d'arte indipendenti ispirati alla band, stampati su carta opaca di qualità museale da 200gsm. Disponibili in formati da A4 ad A1, con o senza cornice. Non sono prodotti ufficiali né su licenza. Perfetti per celebrare i pionieri dell'heavy metal con stile e qualità superiore.

Formazione
Birmingham, England nel 1968
Formazione originale
Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler, Bill Ward
Album di debutto
Black Sabbath, pubblicato nel 1970
Master of Reality
Terzo album in studio, pubblicato nel 1971
Sabbath Bloody Sabbath
Quinto album in studio, pubblicato nel 1973
Eredità
Ampiamente riconosciuti come pionieri dell'heavy metal
Carta
Opaca da 200gsm di qualità museale
Formati
Da A4 ad A1
Cornici
Nera, bianco cromato o senza cornice
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Compra 2, il terzo è gratis

Dalle fabbriche di Aston alla nascita dell'heavy metal

I Black Sabbath nacquero ad Aston, un quartiere operaio di Birmingham, in Inghilterra, dove quattro adolescenti trasformarono la routine grigia di una città industriale nel suono nuovo più assordante del ventesimo secolo. Il chitarrista Tony Iommi, il bassista Geezer Butler, il batterista Bill Ward e il cantante Ozzy Osbourne si unirono verso la fine degli anni Sessanta e il 30 agosto 1969 scelsero il nome Black Sabbath, preso da un film horror del 1963 con Boris Karloff che portava lo stesso titolo. Il loro debutto omonimo Black Sabbath uscì venerdì 13 febbraio 1970 e, secondo Iommi, fu registrato in un solo giorno. La critica dell'epoca lo derise, eppure oggi il disco è ampiamente considerato il primo vero album heavy metal. Le sue campane a morto, la pioggia battente e il minaccioso riff in tritono tracciarono uno schema che migliaia di band avrebbero inseguito nei cinquant'anni successivi.

L'oscurità della band ebbe un'origine sorprendentemente fisica. Nel suo ultimo giorno di lavoro in una fabbrica di lamiere di Birmingham, a diciassette anni, Iommi perse le punte di due dita della mano che premeva le corde. Si costruì dei cappucci artigianali da una bottiglia di plastica fusa e, per alleviare il dolore nel premere le corde, iniziò ad accordare la chitarra sotto il tono standard. Quel suono ribassato e denso come fango, che si sente in pieno in Master of Reality del 1971 con i suoi brani fondamentali "Sweet Leaf" e "Children of the Grave", è letteralmente il suono dell'heavy metal inventato per caso. I testi di Geezer Butler diedero alla musica la sua coscienza, trasformando guerra, terrore e mortalità in temi che una rock band poteva fare propri.

Paranoid e la classica era di Ozzy

Se il debutto aprì la porta, Paranoid la sfondò. Pubblicato il 18 settembre 1970, solo pochi mesi dopo il primo album, portò "War Pigs", "Iron Man" e una title track scritta in pochi minuti come riempitivo dell'ultimo momento per dare all'etichetta un singolo. Quel brano buttato lì diventò l'unico successo della band nella Top 20 britannica, arrivando al numero quattro, mentre l'album stesso conquistò la vetta della classifica britannica, un'impresa che i Sabbath non avrebbero ripetuto per oltre quattro decenni. Da allora Paranoid ha venduto ben oltre dodici milioni di copie in tutto il mondo e resta, per moltissimi ascoltatori, il disco heavy metal per eccellenza. Presi insieme, il debutto, Paranoid e Master of Reality formano il cuore intoccabile dell'era originale di Osbourne, tre album che fecero di un angolo fumoso delle Midlands l'improbabile capitale di un intero genere.

Nuovi cantanti, nuovi capitoli

Ozzy Osbourne fu licenziato il 27 aprile 1979 e, invece di arrendersi, i Black Sabbath si reinventarono. Subentrò Ronnie James Dio e l'album del 1980 Heaven and Hell diede alla band una seconda vita imponente e operistica, insieme a un nuovo, devoto seguito. Gli anni successivi produssero alcune delle voci più affascinanti e turbolente del catalogo. Born Again nel 1983 unì la band all'ex urlatore dei Deep Purple Ian Gillan per un disco gloriosamente caotico che scalò comunque fino al numero quattro nel Regno Unito. La metà degli anni Ottanta portò Seventh Star e The Eternal Idol, album in cui Iommi tenne insieme il nome attraverso incessanti stravolgimenti di formazione, prima che Tyr, a tema norreno, chiudesse il decennio. Dio tornò poi per Dehumanizer nel 1992, una reunion pesante e dal suono moderno che dimostrò come la band potesse ancora mordere quanto qualsiasi gruppo avesse ispirato.

Riconoscimenti e un ultimo inchino

La consacrazione arrivò il 13 marzo 2006, quando i Black Sabbath furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame, con i Metallica a rendere onore alla band che li aveva plasmati. La storia in studio raggiunse un culmine appropriato con 13 nel 2013, prodotto da Rick Rubin e con la reunion di Osbourne, Iommi e Butler. Diventò il primo album numero uno di sempre del gruppo negli Stati Uniti e il primo in vetta alle classifiche britanniche dai tempi di Paranoid, colmando un vuoto di circa quarantatré anni. Nel 2017 i Sabbath tennero il loro tour d'addio, giustamente intitolato The End, riportando la storia nella città in cui era iniziata.

L'ultimo capitolo è agrodolce. Il 5 luglio 2025 Osbourne si esibì un'ultima volta con i Black Sabbath al Villa Park di Birmingham, un evento di un'intera giornata chiamato "Back to the Beginning" che diventò il concerto di beneficenza con il maggior incasso mai organizzato. Poco più di due settimane dopo, il 22 luglio 2025, Ozzy Osbourne morì all'età di 76 anni, ponendo fine alla vita dell'uomo che il mondo conosceva come il padrino dell'heavy metal. Questa collezione riunisce opere di qualità da galleria che attraversano ognuna di quelle ere, dal debutto tormentato all'addio trionfale, così che i riff nati ad Aston possano vivere sulla tua parete.

Black Sabbath in Italia

I Black Sabbath hanno suonato in Italia in almeno 28 concerti documentati, attraversando diverse epoche della loro carriera. La band britannica ha calcato palchi italiani dal 1973 fino al 2016, esibendosi in città come Bologna, Milano, Firenze e Verona. Tra i brani più frequenti nelle loro setlist italiane figurano classici come War Pigs, Iron Man e Neon Knights, testimoniando il legame duraturo tra la band e il pubblico italiano.

Black Sabbath Album poster

I Black Sabbath non hanno semplicemente suonato musica pesante; hanno creato il linguaggio che ogni band metal parla ancora oggi. Dalla pioggia e dalle campane del debutto del 1970 fino ai riff di chiusura di 13, il catalogo ripercorre la nascita di un genere, il suo frammentarsi, reinventarsi e infine il suo ritorno a casa a Birmingham. Le nostre stampe trattano questa eredità con la cura che merita, riproducendo le copertine originali e le immagini che hanno definito un'epoca con standard da galleria, in modo che ogni dettaglio risalti sia da vicino che da lontano.\n\nOgni poster è stampato su carta d'archivio ad alta grammatura con inchiostri resistenti allo sbiadimento, pronto per essere incorniciato e realizzato per mantenere i suoi colori per anni. Che tu voglia valorizzare una parete con il definitivo Paranoid, riscoprire lo sludge e il doom di Master of Reality, o esplorare gli angoli più insoliti della storia con Born Again e Dehumanizer, ogni pezzo è un tributo a una band che ha cambiato la musica per sempre. Se i Sabbath sono stati la colonna sonora dei tuoi anni più rumorosi, questa è l'opera d'arte che lo dimostra. Alza il volume, appendilo con orgoglio e lascia che i migliori di Aston veglino sulla stanza.

Da sapere su Black Sabbath

  • La band prese il nome da un film horror del 1963 con Boris Karloff, anch'esso intitolato Black Sabbath, dopo aver notato come la gente facesse la fila al freddo pur di spaventarsi.
  • Secondo Tony Iommi, l'intero album di debutto omonimo fu registrato in un solo giorno, il 16 ottobre 1969, con la band che sostanzialmente suonava il proprio set dal vivo.
  • Iommi perse le punte di due dita in un incidente in fabbrica e si costruì dei cappucci protesici da una bottiglia di plastica fusa, poi accordò la chitarra più in basso per rendere sopportabile suonare.
  • L'album di debutto uscì venerdì 13 febbraio 1970 nel Regno Unito, una data di pubblicazione perfettamente adatta all'immagine cupa della band.
  • La title track Paranoid fu scritta in studio all'ultimo minuto per dare all'etichetta un singolo, e diventò l'unico successo della band nella Top 20 britannica.
  • Paranoid conquistò la vetta della classifica britannica degli album e rimase l'unico numero uno della band lì fino a quando 13 ripeté finalmente l'impresa quarantatré anni dopo, nel 2013.
  • Ozzy Osbourne fu licenziato il 27 aprile 1979 e sostituito da Ronnie James Dio, il cui arrivo produsse l'acclamato album del 1980 Heaven and Hell.
  • Born Again, nel 1983, fu l'unico album della band con l'ex cantante dei Deep Purple Ian Gillan, un'unione notoriamente caotica che raggiunse comunque il numero quattro nel Regno Unito.
  • I Black Sabbath furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame il 13 marzo 2006, con i Metallica a curare la cerimonia di ammissione.
  • L'album del 2013, 13, prodotto da Rick Rubin, diventò il primo numero uno di sempre della band nella classifica Billboard statunitense.
  • Ozzy Osbourne tenne il suo ultimo concerto con i Black Sabbath al Villa Park di Birmingham il 5 luglio 2025, un evento di un'intera giornata presentato come Back to the Beginning che diventò il concerto di beneficenza con il maggior incasso mai organizzato; morì il 22 luglio 2025 all'età di 76 anni.
  • Il 18 febbraio 1973 i Black Sabbath si esibirono al Palazzo dello Sport di Bologna, in un concerto che comprendeva 16 brani. Quella data segnò una delle prime apparizioni della band in Italia durante gli anni della formazione classica, consolidando la presenza del gruppo nel panorama rock italiano degli anni Settanta.
  • Il 13 giugno 2016 i Black Sabbath tornarono in Italia per esibirsi all'Arena di Verona, uno dei luoghi più iconici del paese. La setlist di quella sera incluse brani storici come Black Sabbath, Fairies Wear Boots, Into the Void e War Pigs, offrendo ai fan italiani un'esperienza che attraversava l'intera discografia della band in una cornice storica di grande suggestione.
  • Durante gli anni Ottanta e Novanta i Black Sabbath continuarono a visitare l'Italia con diverse formazioni. Nel 1989 suonarono al Rolling Stone di Milano con una setlist che includeva Headless Cross, Neon Knights, Children of the Sea e War Pigs, mentre il 29 settembre 1990 si esibirono al Teatro Variety di Firenze con brani come Neon Knights, Iron Man e War Pigs, dimostrando la fedeltà del pubblico italiano anche nelle fasi post Ozzy Osbourne.

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