Pochi musicisti hanno plasmato l'estetica della copertina discografica come Bob Dylan. Nato Robert Allen Zimmerman a Duluth, in Minnesota, il 24 maggio 1941, ha trasformato la copertina dell'album in un ritratto di un'epoca, e oggi ognuna di queste immagini si legge come un vero e proprio poster. Un poster di Dylan non è soltanto un pezzo di storia della musica: è una fotografia che ha contribuito a definire come gli anni Sessanta e Settanta si sono raccontati. Pochi cantautori hanno dato ai grafici così tanto materiale su cui lavorare, e ancora meno hanno copertine che reggono come stampe d'arte a distanza di mezzo secolo.
La storia comincia nel Greenwich Village. The Freewheelin' Bob Dylan immortala il fotografo della Columbia Don Hunstein mentre segue Dylan e la sua fidanzata Suze Rotolo, a braccetto, lungo una innevata Jones Street nel febbraio 1963. Quello scatto ha fissato il modello del musicista come poeta di strada, e resta una delle immagini più riconoscibili della musica popolare. Appeso al muro trasmette calore e giovinezza, un contrasto silenzioso rispetto alle copertine più dure che sarebbero arrivate.
Poi arriva la svolta verso il suono elettrico. Bringing It All Back Home, il suo quinto album in studio, uscito nel 1965, è stato il primo disco a usare strumenti elettrici, e la sua copertina è un rompicapo di oggetti di scena: Sally Grossman in un completo rosso, un cartello da rifugio antiatomico, dischi sparsi e il numero di Time del gennaio 1965. Pochi mesi dopo arriva Highway 61 Revisited, registrato a New York in pochissimi giorni e aperto da 'Like a Rolling Stone'. Il ritratto di Dylan con la maglietta da motociclista è pura attitudine, un centro visivo perfetto per qualsiasi stanza dedicata alla musica. Insieme, questi due dischi del 1965 mostrano un artista che riscrive le proprie regole, e appesi fianco a fianco catturano esattamente il momento in cui il folk si è trasformato in rock.
L'apice della metà degli anni Sessanta si chiude con Blonde on Blonde, uscito nel 1966 come uno dei primi doppi album del rock. La sua celebre copertina sfocata è stata scattata da Jerry Schatzberg nel meatpacking district di New York: la sfocatura non era un riferimento a droghe ma il semplice tremolio della mano, dato che entrambi tremavano per il freddo di febbraio, e fu Dylan stesso a scegliere quello scatto. Stampata in grande formato, la messa a fuoco morbida diventa un'atmosfera più che un difetto, ed è per questo che Blonde on Blonde è una delle nostre stampe più richieste.
Dopo un incidente in moto nel 1966, Dylan si ritira e riemerge più pacato. John Wesley Harding, registrato a Nashville alla fine del 1967 in meno di dodici ore di studio, torna a un suono scarno e semi-acustico avvolto in parabole country-folk. Si spinge ancora più a fondo nel sound di Nashville con Nashville Skyline nel 1969, ammorbidendo la voce e duettando con Johnny Cash in una nuova versione di 'Girl from the North Country'. Queste due copertine portano su una parete una palette più delicata e luminosa, un contrappeso utile all'intensità in bianco e nero degli anni elettrici. I fan che amano uno stile più morbido costruiscono spesso un intero accostamento attorno a loro, lasciando che i toni tenui uniscano un angolo lettura o una camera da letto.
La metà degli anni Settanta porta il suo ritorno più crudo. Blood on the Tracks, uscito nel gennaio 1975, viene registrato a New York e poi in parte reinciso a Minneapolis, ed è letto da molti come un album sul dolore e sull'allontanamento dalla moglie Sara. È considerato uno dei più grandi dischi di rottura mai realizzati, e il suo poster ne porta magnificamente il peso. Un anno dopo arriva Desire a chiudere questa fase, scritto in gran parte insieme al regista teatrale Jacques Levy, sostenuto dalle armonie di Emmylou Harris e dalla band della Rolling Thunder Revue, guidato dall'epica canzone di protesta pugilistica 'Hurricane', dedicata al pugile incarcerato Rubin Carter. Entrambe le copertine sostituiscono la lucentezza da studio degli anni Sessanta con un calore più libero e umano, ed è proprio per questo che si adattano a una stanza vissuta più che a uno showroom.
I collezionisti raramente si fermano a un solo pezzo. Appendi The Freewheelin' Bob Dylan accanto a Highway 61 Revisited e Blood on the Tracks e ripercorri un'intera carriera in tre cornici, dall'innocenza folk al fuoco elettrico fino a un'onestà conquistata con fatica. Per una parete a galleria, un consiglio semplice aiuta: mantieni ogni cornice dello stesso colore e finitura, variando solo i formati di stampa, così la griglia sembra curata invece che disordinata.
Ogni poster di questa collezione viene stampato su carta di qualità museale nei formati A4, A3, A2 e A1, così puoi inserire un piccolo A4 in una nicchia stretta oppure lasciare che un A1 di Desire sia il fulcro di un'intera parete. Scegli la versione senza cornice per abbinarla alla tua bordura, oppure aggiungi una cornice nera o bianca cromata per un pezzo finito, pronto da appendere. Che tu voglia il romanticismo tormentato di Blonde on Blonde o la calma country di Nashville Skyline, passando per il fuoco elettrico di Highway 61 Revisited, queste stampe trasformano una vita intera di scrittura, e un premio Nobel per la Letteratura, in arte da vivere ogni giorno.