I Gorillaz non sono una band nel senso comune del termine. Sono un gruppo virtuale, quattro personaggi animati che danno il volto a musiche scritte da Damon Albarn dei Blur, con ogni disegno, ogni smorfia e ogni copertina firmati dall'artista Jamie Hewlett. La formazione non cambia mai: 2D alla voce e alle tastiere, Murdoc Niccals al basso, la chitarrista Noodle e il batterista Russel Hobbs. Dal 2001 quei quattro volti hanno portato in giro alcune delle pagine pop più inventive del secolo, muovendosi con disinvoltura tra hip-hop, dub, electronica e rock, e i poster qui raccolti ripercorrono il loro intero, strano arco, una copertina alla volta. Ogni copertina è un mondo a sé, ed è proprio questo che le rende degne di essere appese.
Gli anni dei Kong Studios (dal 2001 al 2005)
Tutto comincia con Gorillaz, il debutto omonimo del 2001 registrato in parte ai Geejam Studios in Giamaica e prodotto con Dan the Automator. Trainato dal singolo Clint Eastwood, con la partecipazione di Del the Funky Homosapien, ha venduto oltre sette milioni di copie e ha dimostrato che una band a cartoni animati poteva arrivare in cima alle vere classifiche. Quattro anni dopo è arrivato il capolavoro, Demon Days, prodotto con Danger Mouse nel 2005. Feel Good Inc ha vinto un Grammy come Best Pop Collaboration with Vocals, e l'album ha venduto circa otto milioni di copie. Entrambe le copertine sono icone del design degli anni 2000, ed entrambe rendono benissimo appese.
Plastic Beach e l'iPad (dal 2010 al 2011)
Il terzo disco, Plastic Beach, è un vero e proprio concept album sull'inquinamento degli oceani e sui rifiuti che gettiamo via, costruito attorno a un'isola galleggiante di spazzatura. Albarn ha coinvolto Snoop Dogg, Lou Reed, Bobby Womack e Mick Jones e Paul Simonon dei Clash. Subito dopo è arrivato The Fall, un esperimento diverso da tutto il resto del catalogo: Albarn ha registrato l'intero disco su un iPad in 32 giorni del tour nordamericano, per lo più un brano al giorno, senza sovraincisioni. Si legge come un diario di viaggio dell'America in forma di suono.
Il ritorno (dal 2017 al 2018)
Dopo una lunga pausa i personaggi sono tornati con Humanz nel 2017, immaginato come la colonna sonora di una festa per la fine del mondo. Grace Jones, Vince Staples, Pusha T, Danny Brown e Popcaan sono tutti ospiti lungo la sua vasta tracklist. Il disco successivo, The Now Now del 2018, è stato un reset voluto: registrato in fretta nel febbraio di quell'anno con soli tre ospiti, ha riportato al centro la voce dello stesso Albarn dopo che la critica aveva trovato Humanz troppo affollato.
The Last Cult (2023)
Il capitolo più recente è Cracker Island, uscito nel febbraio 2023. Ambientato a Silverlake, Los Angeles, è un concept album libero su teorie del complotto, camere dell'eco online e un gruppo immaginario chiamato Last Cult, con Murdoc come leader autoproclamato. Tra gli ospiti figurano Stevie Nicks, Thundercat, Kevin Parker dei Tame Impala, Beck e Bad Bunny. È diventato il primo album al numero uno nel Regno Unito della band dai tempi di Demon Days, quasi due decenni dopo, e la sua calda palette rosa ne fa una delle copertine più collezionabili dell'intera serie.
Ogni poster di questa collezione è stampato su carta opaca pesante da museo, con colori ricchi e fedeli, così il tratto a inchiostro di Hewlett e le sue palette sature restano nitidi. I formati vanno dal compatto A4 all'A1 d'effetto, così puoi sistemare una singola copertina sopra una scrivania o dare il fulcro a un'intera parete. Ogni grafica viene spedita senza cornice, pronta per la tua cornice, oppure incorniciata e pronta da appendere direttamente dalla scatola. Se sei indeciso sul formato, A3 e A2 sono i preferiti per le stampe musicali: abbastanza grandi da leggersi da un capo all'altro della stanza, facili da raggruppare.
Le copertine dei Gorillaz sono nate per stare insieme, quindi formano una parete espositiva insolitamente riuscita. Prova la calma pastello di Plastic Beach accanto all'inquietudine al neon di Demon Days, oppure disponi tutte e quattro le ere in ordine cronologico per una linea temporale visiva della band. Mescola un paio di copertine dei Gorillaz con altri artisti dallo spiccato senso estetico per un'atmosfera da negozio di dischi, mantieni le cornici identiche per coerenza e lascia uno spazio costante di qualche centimetro tra le stampe, così ogni copertina ha spazio per respirare.